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IL FUTURO NEGATO ALLA SCUOLA ITALIANA: Lettera aperta a studenti e genitori

13 settembre 2010

Il futuro negato alla scuola pubblica

Lettera aperta a studenti e genitori

Oggi, 13 settembre 2010, inizia un nuovo anno scolastico e pensiamo sia urgente, come insegnanti che vedono nella dignità del lavoro il fondamento di ogni sistema veramente democratico, rivolgerci a studenti, genitori e a tutta l’opinione pubblica per denunciare la gravissima situazione in cui versa la scuola italiana.

Ad uno sguardo superficiale tutto sembra procedere nei modi consueti; in realtà la “riforma” della ministra Gelmini e i provvedimenti finanziari adottati dal governo stanno determinando cambiamenti strutturali che non potranno non affossare il sistema d’istruzione pubblico del nostro paese.

Nell’anno scolastico 2010/2011 nella nostra regione:

1. L’offerta formativa è decisamente peggiorata per le seguenti ragioni:

  • il monte ore di diverse discipline è stato ridotto e alcune materie sono scomparse dai curricoli;
  • sono stati tagliati, in tutti gli ordini di scuola, 378 posti di lavoro per docenti e 259 per il personale amministrativo tecnico ausiliario, con la conseguenza che oggi centinaia di lavoratori e lavoratrici della scuola si trovano senza lavoro;
  • sono state eliminate 890.000 ore di lezione;
  • sono state ridotte le ore di sostegno per gli allievi portatori di handicap.

2. È diminuito il numero delle classi e contemporaneamente è aumentato il numero di alunni per classe (a partire da un minimo di 27), con la conseguenza che le singole aule spesso non sono adatte a contenere un numero così elevato di allievi, secondo quanto previsto dalle norme di sicurezza (leggi 626/1994 e 81/2008).

3. è prevista un’ulteriore riduzione dei finanziamenti ministeriali alle scuole a tal punto da compromettere il normale funzionamento dell’attività scolastica, con alcune conseguenze facilmente prevedibili:

  • i singoli istituti saranno costretti a chiedere contributi sempre più onerosi alle famiglie;
  • i diversi istituti incontreranno una crescente difficoltà nel pagamento delle supplenze e nell’acquisto dei materiali didattici necessari allo svolgimento delle lezioni.

4. I lavoratori e le lavoratrici della scuola hanno visto peggiorare la propria condizione a causa del blocco degli scatti stipendiali e del mancato rinnovo del contratto nazionale per i prossimi tre anni.

Mentre negli altri stati europei, pur in presenza di una profonda crisi economica, i governi hanno tutelato la qualità del proprio sistema scolastico, riconoscendolo come patrimonio fondamentale per il futuro del paese, in Italia si è deciso di togliere risorse alla scuola, in un’ottica ottusa ed esclusiva di risparmio, che non può avere altra conseguenza che il degrado del sistema educativo pubblico, incapace già oggi di garantire i livelli di eccellenza raggiunti negli anni passati.

Di fronte a questa gravissima situazione noi docenti rifiutiamo di rimanere inerti e silenziosi e intendiamo avviare una forte mobilitazione, proponendo le seguenti forme di protesta:

-immediata segnalazione alle autorità competenti delle situazioni di sovraffollamento delle aule che contrastano con le vigenti norme di sicurezza;

-blocco dei viaggi e delle visite d’istruzione, attualmente possibili solo grazie all’impegno volontario e non retribuito dei docenti, sui quali ricadono pesanti responsabilità civili e penali;

-rifiuto di progettare e svolgere attività aggiuntive al normale orario di cattedra, che attualmente sono possibili grazie all’impegno volontario e solo parzialmente retribuito dei docenti, quali ad esempio scambi culturali con scuole estere, laboratori artistici e teatrali, cineforum, conferenze, progetti di approfondimento culturale e professionale…;

-rifiuto da parte degli insegnanti di ruolo di accettare ore eccedenti all’orario di cattedra, per favorire il lavoro dei colleghi precari;

-rifiuto da parte degli insegnanti di svolgere supplenze eccedenti all’orario di cattedra, per favorire il lavoro dei colleghi precari.

In questi anni ci siamo impegnati/e con convinzione in tanti progetti per elevare la qualità del nostro intervento educativo e per arricchire la scuola di nuove esperienze formative; è quindi con sofferenza che assumiamo e rendiamo pubblica una scelta così radicale, ma riteniamo necessario denunciare la contraddizione di un governo che da una parte degrada con tagli drastici il sistema pubblico di istruzione, e dall’altra propone attraverso i mass media una falsa immagine di scuola pubblica riformata e di qualità.

Con questa lettera intendiamo portare in superficie il disagio vissuto da chi opera nella scuola e avviare una riflessione approfondita sul sistema educativo, che coinvolga studenti e famiglie allo scopo di difendere la qualità dell’istruzione pubblica statale.

CHIEDIAMO A STUDENTI E GENITORI DI COMPRENDERE LE MOTIVAZIONI DELLA NOSTRA PROTESTA E DI ESSERE SOLIDALI CON NOI.

GRUPPO AUTOCONVOCATO DOCENTI SCUOLE SUPERIORI DI UDINE

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