Skip to content

COMUNICATO STAMPA 28.10.2010

28 ottobre 2010

testo del comunicato stampa distribuito oggi

NESSUN DORMA
Nessun dorma nasce da un’iniziativa delle/dei docenti dell’ISA “Sello” di Udine che si è estesa a buona parte delle scuole superiori della provincia di Udine. Siamo un gruppo di docenti autoconvocati, non sotto l’egida di sigle sindacali o partitiche, non in rappresentanza di un singolo Istituto ma di più scuole di Udine e provincia. ci troviamo oggi in una sede comunale in quanto è del bene comune dell’istruzione pubblica che si parla, per diffondere informazioni su quanto realmente avviene nelle scuole e nella Scuola.

UNA LOGICA PERVERSA…

Il nostro proposito è quello di favorire il confronto aperto, sincero e costruttivo fra coloro che lavorano nella scuola per riprendere a pensare alla scuola come ad un sistema unitario, che si richiami a quelle finalità democratiche che sono indicate nella nostra Costituzione. Riteniamo che la scuola debba liberarsi dalla logica prodotta dalla legge sull’autonomia scolastica, che ha portato i singoli istituti a farsi concorrenza fra di loro per cercare di procurarsi il maggior numero di “clienti”, attraverso un’offerta formativa che vorrebbe essere allettante.

Chiunque opera nella scuola sa quale è stato il risultato di questa impostazione, che di fatto equipara la scuola ad un’azienda: da parecchi anni ormai bisogna cercare di proiettare all’esterno un’immagine “positiva” dell’istituto, sottolineando tutto ciò che si è in grado di offrire e cercando, anno dopo anno, di accrescere l’offerta formativa, in altre parole di promettere all’utenza sempre qualcosa di più e qualcosa di nuovo con iniziative para ed extra scolastiche che vanno a discapito dell’acquisizione dei saperi e della efficacia della didattica.

Tale logica aziendale invece di affrontare i veri problemi della scuola mira a produrre esclusivamente un’immagine fittizia dei singoli istituti. Occorre al contrario una valutazione complessiva e per ciò stesso politica del sistema-scuola.

TAGLI CHE DISTRUGGONO LA SCUOLA PUBBLICA

L’autonomia scolastica si è tradotta in una semplice riduzione dei finanziamenti statali alle scuole, che si vedono sempre più costrette a chiedere alle famiglie le risorse necessarie al proprio funzionamento.

Con i tagli introdotti dall’attuale Governo tale situazione si è particolarmente aggravata per le seguenti ragioni: riduzione delle ore di insegnamento con conseguente impoverimento dell’offerta formativa, eliminazione indiscriminata di tutte le sperimentazioni (senza alcuna valutazione sui risultati), impossibilità di garantire la continuità didattica e le supplenze agli studenti a causa della saturazione dell’orario di servizio, innalzamento del numero di studenti per classe (con gravi ricadute sulla didattica), peggioramento delle condizioni di lavoro (blocco dei rinnovi contrattuali, espulsione dei precari…), mancato adeguamento degli edifici alle norme di sicurezza.

IL PRECARIATO

I tagli all’istruzione imposti dai ministri Tremonti e Gelmini si traducono nell’espulsione dalla scuola del personale precario. Si tratta di docenti che hanno affrontato un lungo percorso di formazione, che mettono da anni la propria professionalità al servizio della scuola pubblica. I nostri istituti hanno potuto garantire la loro offerta formativa anche grazie a questi insegnanti, che però hanno visto rapidamente peggiorare la propria condizione lavorativa e hanno perso ogni possibilità di stabilizzazione.

I precari non sono un problema sociale, come si vuol far credere, bensì una risorsa per la scuola. La riduzione del personale messa in atto dal governo si realizza sulla pelle degli studenti, attraverso un impoverimento generalizzato dell’istruzione pubblica.

Si tratta di vedere nei giovani che hanno investito tante energie per diventare docenti una opportunità per un aggiornamento effettivo della didattica che passi anche attraverso il confronto tra insegnanti appartenenti a generazioni diverse. Ecco, in luogo dei tagli, l’evidente urgenza di un piano di assunzioni a tempo indeterminato da parte del Ministero dell’Istruzione, che non può permettersi di rinunciare alla professionalità e all’entusiasmo di decine di migliaia di docenti. È necessario, nel frattempo, un impegno immediato da parte delle istituzioni regionali per impiegare gli insegnanti precari rimasti disoccupati in progetti che rafforzino l’offerta formativa delle nostre scuole.

LE FORME DI LOTTA IN ATTO

Come principale forma di agitazione abbiamo proposto il blocco delle attività aggiuntive, non essenziali alla didattica e funzionali solo a quell’immagine fittizia che rientra nella logica della scuola-azienda.

Il dato più eclatante della protesta è quello del blocco dei viaggi di istruzione: attualmente vi hanno aderito Sello, Copernico, Marinelli, Ceconi, Stellini, Magrini, Percoto, in larga parte Malignani e Zanon; in altri Istituti l’iniziativa è al vaglio dei Collegi dei docenti.

Le motivazioni specifiche che hanno portato a tale decisione sono:

  • la necessità di evitare un’ulteriore sottrazione di ore alla didattica già penalizzata dal taglio di ore di lezione e dalla concreta impossibilità di coprire le supplenze;
  • la volontà di evitare un ulteriore costo per le famiglie, sulle quali da quest’anno gravano gli oneri di quanto un tempo era curricolare nelle sperimentazioni (bilinguismo, laboratori chimica/fisica…);
  • la necessità di denunciare la cancellazione, con decreto del maggio 2010, di qualsivoglia riconoscimento economico, qualunque sia l’ordine di scuola, la meta, la durata della missione, per il docente accompagnatore, a dispetto dell’impegno in termini di orario e responsabilità.

Il blocco dei viaggi d’istruzione consente inoltre di rendere visibile all’esterno quanto altrimenti non si percepisce: fa scalpore che non si vada in “viaggio di istruzione”, ma quanti, ad esempio, sanno che (con la riforma Gelmini) non esiste più nei Licei l’insegnamento della geografia come disciplina autonoma?

Nelle singole scuole sono in atto anche altre forme di protesta come: riduzione dei progetti, rifiuto di assunzione incarichi (funzioni strumentali, coordinamenti di classe e di dipartimento), rifiuto di assumere ore eccedenti l’orario di servizio e di svolgere supplenze, rifiuto di svolgere corsi e attività di recupero al fine di favorire l’impiego di docenti precari.

PER RIQUALIFICARE LA SCUOLA PUBBLICA

La proposta che nasce dal nostro gruppo di docenti, lavoratori di quelle scuole che i test Ocse- Pisa hanno decretato come le migliori in Italia, è di un vero RILANCIO DELLA DIDATTICA attraverso:

  • blocco dei tagli già programmati per il prossimo anno scolastico;
  • superamento della logica perversa della competizione tra scuole pubbliche che lega i finanziamenti alla continua attivazione di progetti e iniziative para ed extra scolastiche;
  • ripristino del tetto massimo di allievi per classe a 25;
  • stabilizzazione del corpo docente con immissioni in ruolo a fronte dei pensionamenti e ricorso a precari per copertura di ore di supplenza;
  • attivazione delle convenzioni regionali per l’impiego di personale precario per coprire carenze di personale;
  • effettuazione dell’analisi, annunciata dal ministro ma mai eseguita, sulle sperimentazioni, con ripristino di quelle che hanno dato buoni risultati;
  • interventi (ormai ineludibili) su sicurezza ed edilizia scolastica;
  • scrupoloso rispetto del contratto naz.le di lavoro della scuola (ripristino delle normali cadenze contrattuali e degli scatti di anzianità).

Le risorse finanziarie per tutto questo possono essere reperite attraverso la soppressione dei finanziamenti alla scuola privata (come da testo costituzionale), il decremento delle spese militari; il decremento delle spese della politica, una seria lotta all’evasione fiscale.

PROSSIME INIZIATIVE

  • Assemblea pubblica rivolta a tutti i cittadini.
  • Assemblee nelle singole scuole con genitori e studenti
  • Indagine sulla sicurezza nelle scuole
  • Blog come strumento di informazione

DOCENTI AUTOCONVOCATI DELLE SCUOLE DELLA PROVINCIA DI UDINE

Annunci
2 commenti leave one →
  1. mauro permalink
    30 ottobre 2010 08:58

    l’articolo del Gazzettino (Udine) 29.10.2010:

    “Assemblee pubbliche rivolte a tutti i cittadini, incontri nelle singole scuole con genitori e studenti, indagini sulla sicurezza negli istituti e creazione di un blog come strumento di informazione. Sono queste le prossime iniziative di protesta contro i tagli della riforma Gelmini e il precariato che ne deriva cui sta pensando “Nessun dorma”, il gruppo dei docenti autoconvocati nato da un’iniziativa dei docenti del Sello di Udine, che ora conta aderenti da tutte le scuole superiori della provincia. Le azioni sono state illustrate ieri da alcuni dei docenti aderenti al gruppo in una conferenza stampa nel Salone del popolo del Comune, nel corso della quale hanno ricordato i principali nodi critici della riforma che penalizzano la qualità dell’istruzione. Un esempio su tutti, la cancellazione con un colpo di spugna di tutte le sperimentazioni da anni attivate con successo, come il bilinguismo nei licei scientifici, molto gettonato in una terra di confine come la nostra, salvato momentaneamente dalle scuole udinesi con uno stratagemma che non dà però garanzie per il futuro. In segno di protesta i docenti hanno già avviato il blocco delle attività aggiuntive, compresi i viaggi di istruzione, attualmente cancellati da Sello, Copernico, Marinelli, Ceconi, Stellini, Magrini, Percoto e, in parte, da Malignani e Zanon. (Elena Viotto)”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: