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Sindacati e premio di produttività. Come annullare l’anzianità di servizio?

8 novembre 2010

Sindacati scuola d’accordo
sul “premio di produttività”

di R.P. La Tecnica della Scuola, 7.11.2010

Per il momento l’accordo è stato raggiunto con la firma del contratto nazionale del personale delle scuole cattoliche. Il contratto è stato firmato da tutti, Flc-Cgil compresa. Modeste le cifre: basterà non fare assenze per avere 180 euro all’anno, con un po’ di aggiornamento si arriva al massimo (220 euro).

Fa discutere, ma crea anche un po’ di sconcerto, il recente contratto nazionale di lavoro sottoscritto fra i sindacati rappresentativi del comparto e l’Agidae, l’associazione che rappresenta le scuole paritarie cattoliche.

Il contratto, infatti, è stato siglato da tutte le sigle sindacali presenti al tavolo della trattativa, Flc-Cgil compresa che, in un proprio comunicato, mostra apprezzamento e soddisfazione per l’accordo raggiunto.

Ma il dato che fa più discutere riguarda l’inserimento nell’articolato contrattuale della disposizione che prevede il cosiddetto “incentivo economico di produttività”, in pratica un premio legato al merito.

Merito che verrà “misurato” con riferimento a elementi oggettivi; per esempio per ogni settimana di presenza effettiva verrà attribuito un punto, e sempre un punto verrà assegnato per ogni giornata di aggiornamento/formazione.

Due punti spetteranno invece ai docenti che prenderanno parte con la propria classe a concorsi, gare o altre iniziative promosse sul territorio da enti pubblici o privati.

In concreto a ciascun docente verrà attribuito un punteggio che a sua volta darà diritto al “premio di produttività”: 150 euro per chi raggiungerà almeno 35 punti, 180 euro per chi conseguirà un punteggio compreso fra 36 e 50 e 220 euro per chi supererà i 51 punti.

Ai docenti che per tre anni consecutivi conseguiranno il premio annuale di professionalità, verrà riconosciuto il consolidamento del premio sullo stipendio mensile.
Un meccanismo analogo è previsto anche per il personale non docente.

A ben vedere, dal punto di vista economico, si tratta di poca cosa: a tutto il personale che presterà regolarmente servizio da settembre a giugno potrà infatti essere riconosciuto il premio di 180 euro, mentre chi si impegnerà in attività di formazione o altro potrà ottenere 40 euro in più (all’anno, beninteso).

Ma l’aspetto interessante di questo istituto contrattuale è un altro: i sindacati accetteranno di introdurre nel prossimo contratto nazionale del contratto scuola un analogo meccanismo che consenta di “premiare” gli insegnanti? E se sì, si limiteranno a usare una tabella che di fatto servirà a “premiare” la presenza in servizio o saranno disponibili a spingersi un po’ oltre?

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