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A TRIESTE SCUOLE E FACOLTA’ OCCUPATE

9 novembre 2010

A Trieste 15 scuole superiori e la facoltà di Lettere sono state occupate per protestare contro la riforma Gelmini (e non solo)

vedi articoli de IL PICCOLO

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3 commenti leave one →
  1. mauro permalink
    9 novembre 2010 18:48

    sempre da “Il Piccolo” di oggi:

    PER UNA CURIOSA COINCIDENZA TEMPORALE

    ”Ribellione” anche alla facoltà di Lettere

    Presidio notturno nella sede di via Economo contro le decisioni del governo

    Zaini usati come cuscini, sacchi a pelo gettati a terra, banchi trasformati in giacigli di fortuna. Ieri sera il Dipartimento di Storia dell’Università ha assunto le sembianze di una sorta di dormitorio collettivo. Gli studenti della facoltà di Lettere hanno dato vita ad un presidio che, per tre giornate di seguito, si tradurrà nell’occupazione notturna delle aule e dei corridoi della sede di via Economo, sul modello di quanto accaduto nelle settimane scorse a Scienze.

    Una protesta, quella degli iscritti di Lettere, che si salda solo idealmente a quella dei ragazzi degli istituti superiori. Dietro alle due azioni, si affrettano a precisare i rappresentanti di facoltà, non esiste infatti alcuna regia comune, bensì una semplice coincidenza temporale. Per quanto autonome, però, entrambe le mobilitazioni nascono da un’identica convinzione: la necessità di accendere i riflettori sulle conseguenze pesantissime e drammatiche che le manovre partorite dall’attuale governo rischiano di produrre sulla qualità dell’istruzione pubblica.

    Del resto se le scuole superiori cadono a pezzi, gli spazi a disposizione degli universitari non sono poi messi tanto meglio. «Nel Dipartimento di Storia le scale puzzano, le sedie sono perennemente sporche e i banchi non si trovano in tutte le aule – spiega Vanja Macovaz, uno dei rappresentanti di facoltà -. Ecco perchè abbiamo scelto di dar vita al presidio proprio in questa struttura: via Economo è la sede più disastrata ed è quindi una sorta di simbolo dello sfacelo a cui l’università sta andando incontro a causa dei continui tagli, che penalizzano prima di tutto la didattica».

    Didattica che però, gli studenti di Lettere, non intendono assolutamente bloccare. Fino a mercoledì, infatti, l’occupazione interesserà solo la fascia oraria 19-8, in modo da non interferire con lo svolgimento dei corsi. «Non intendiamo passare per studenti lavativi che puntano solo a saltare le lezioni – continua Macovaz -. Al contrario intendiamo promuovere una mobilitazione costruttiva e non autoreferenziale, attorno alla quale far convergere studenti e professori».

    E alcuni docenti, in effetti, ieri sera hanno fatto visita ai manifestanti esprimendo piena condivisione con le motivazioni del presidio. Tra di loro non c’era però la preside di Lettere, Cristina Benussi, che attende ancora di conoscere le richieste degli occupanti. «Parlerò con i ragazzi domani (oggi ndr). Solo dopo potrò fare considerazioni sulla protesta». (m.r.)

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