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LETTERA AI GENITORI

23 novembre 2010

TESTO DELLA LETTERA INDIRIZZATA ALLE FAMIGLIE CHE VERRA’ DISTRIBUITA DAVANTI ALLE SCUOLE IN OCCASIONE DEI RICEVIMENTI GENERALI/SCUOLA APERTA

LA SCUOLA DELL’APPARENZA E LA DISTRUZIONE DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA

Cari cittadini genitori,

con questo volantino intendiamo invitarvi a riflettere sui problemi che gravano sulla Scuola italiana, dicendovi ciò che non vi verrà detto ai colloqui del ‘ricevimento genitori’ e ciò che, nel timore di perdere iscrizioni, vi verrà tenuto nascosto alla presentazione della ‘scuola “aperta.

UNA LOGICA PERVERSA.

Come insegnanti che vogliono difendere la qualità dell’istruzione e credono nel valore della scuola pubblica, richiamandosi alle finalità democratiche indicate nella nostra Costituzione, riteniamo che la scuola debba innanzitutto liberarsi dalla logica prodotta dalla legge sull’autonomia scolastica, che ha portato i singoli istituti a farsi concorrenza fra di loro per cercare di procurarsi il maggior numero possibile di “clienti”, attraverso un’offerta formativa che vorrebbe essere allettante.

Questa impostazione equipara la scuola ad un’azienda: da parecchi anni ormai bisogna cercare di proiettare all’esterno un’immagine positiva dell’istituto, sottolineando tutto ciò che si è in grado di offrire e cercando, anno dopo anno, di accrescere l’offerta formativa, in altre parole di promettere all’utenza sempre qualcosa di più e qualcosa di nuovo con iniziative para ed extra scolastiche che vanno a discapito dell’acquisizione del sapere e dell’efficacia della didattica. Tale logica aziendale invece di affrontare i veri problemi della scuola mira a produrre esclusivamente un’immagine fittizia dei singoli istituti.

TAGLI CHE DISTRUGGONO LA SCUOLA PUBBLICA

L’autonomia scolastica si è tradotta in una semplice riduzione dei finanziamenti statali alle scuole, che si vedono sempre più costrette a chiedere alle famiglie le risorse necessarie al proprio funzionamento.

Contemporaneamente, le scuole private continuano a ricevere sovvenzioni ed incentivi, e si va delineando uno scenario in cui solo chi sarà in grado di affrontare impegnativi oneri finanziari necessari per l’accesso ad istituti parificati potrà garantire ai figli un’istruzione di qualità.

Con i tagli introdotti dall’attuale Governo tale situazione si è particolarmente aggravata per le seguenti ragioni: impossibilità di garantire agli studenti la continuità didattica e le supplenze, riduzione delle ore di insegnamento con conseguente impoverimento dell’offerta formativa, eliminazione indiscriminata di tutte le sperimentazioni (senza alcuna valutazione sui risultati), riduzione indiscriminata delle ore di lezione negli istituti tecnici e professionali (anche nelle classi intermedie: viene dunque modificato il percorso di studi scelto da allievi e famiglie al momento dell’iscrizione in prima!), innalzamento del numero di studenti per classe (con gravi ricadute sulla didattica), peggioramento delle condizioni di lavoro, mancato adeguamento degli edifici alle norme di sicurezza.

IL PRECARIATO

I tagli all’istruzione imposti dai ministri Tremonti e Gelmini si traducono nell’espulsione dalla scuola del personale precario. Si tratta di docenti che hanno affrontato un lungo percorso di formazione, che mettono da anni la propria professionalità al servizio della scuola pubblica. I nostri istituti hanno potuto garantire la loro offerta formativa anche grazie a questi insegnanti, che però hanno visto rapidamente peggiorare la propria condizione lavorativa e hanno perso ogni possibilità di stabilizzazione.

I precari non sono un problema sociale, come si vuol far credere, bensì una risorsa per la scuola. La riduzione del personale messa in atto dal governo si realizza sulla pelle degli studenti, attraverso un impoverimento generalizzato dell’istruzione pubblica. Si tratta di vedere nei giovani che hanno investito tante energie per diventare docenti una opportunità per un aggiornamento effettivo della didattica che passi anche attraverso il confronto tra insegnanti appartenenti a generazioni diverse.

MOBILITARSI CONTRO LO SMANTELLAMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA

Per esprimere la nostra opposizione alla progressiva distruzione della scuola pubblica stiamo attuando il blocco delle attività aggiuntive, non essenziali alla didattica e funzionali solo a quell’immagine fittizia che rientra nella logica della scuola-azienda.

Il dato della protesta che più ha destato scalpore nell’opinione pubblica è quello del blocco dei viaggi di istruzione a cui hanno attualmente aderito a Udine gli istituti: Sello, Copernico, Marinelli, Ceconi, Stellini, Percoto, Zanon, Malignani. Tra gli istituti della provincia: Magrini e Marchetti di Gemona, Paschini-Marchi di Tolmezzo, Manzini di San Daniele. Le motivazioni specifiche che hanno portato a tale decisione sono:

  • la necessità di evitare un’ulteriore sottrazione di ore alla didattica già penalizzata dal taglio di ore di lezione e dalla concreta impossibilità di coprire le supplenze;
  • la volontà di evitare un ulteriore costo per le famiglie, sulle quali da quest’anno gravano gli oneri di quanto un tempo era curricolare nelle sperimentazioni (bilinguismo, laboratori chimica/fisica…);
  • la necessità di denunciare la cancellazione, con decreto del maggio 2010, di qualsivoglia riconoscimento economico, qualunque sia l’ordine di scuola, la meta, la durata della missione, per il docente accompagnatore, a dispetto dell’impegno in termini di orario e responsabilità.

Il blocco dei viaggi d’istruzione consente inoltre di rendere visibile all’esterno quanto altrimenti non si percepisce: fa scalpore che non si vada in “viaggio di istruzione”, ma quanti, ad esempio, sanno che (con la riforma Gelmini) non esiste più nei Licei l’insegnamento della geografia come disciplina autonoma?

PER RIQUALIFICARE LA SCUOLA PUBBLICA

Contro la scuola dell’apparenza proponiamo un vero RILANCIO DELLA DIDATTICA attraverso:

  • blocco dei tagli già programmati per il prossimo anno scolastico;
  • superamento della logica perversa della competizione tra scuole pubbliche che lega i finanziamenti alla continua attivazione di progetti e iniziative para ed extra scolastiche;
  • ripristino del tetto massimo di allievi per classe a 25;
  • stabilizzazione del corpo docente con immissioni in ruolo a fronte dei pensionamenti e ricorso a precari per copertura di ore di supplenza;
  • attivazione delle convenzioni regionali per l’impiego di personale precario per coprire carenze di personale;
  • effettuazione dell’analisi, annunciata dal ministro ma mai eseguita, sulle sperimentazioni, con ripristino di quelle che hanno dato buoni risultati;
  • interventi (ormai ineludibili) su sicurezza ed edilizia scolastica;

Le risorse finanziarie per tutto questo possono essere reperite attraverso la soppressione dei finanziamenti alla scuola privata (come da testo costituzionale), il decremento delle spese militari, il decremento delle spese della politica, una seria lotta all’evasione fiscale.

PER CONFRONTARSI
Il nostro gruppo, denominato “NESSUN DORMA”, è composto da docenti autoconvocati, non sotto l’egida di sigle sindacali o partitiche, non in rappresentanza di un singolo Istituto ma di più scuole di Udine e provincia. Dopo le iniziative già adottate, intendiamo proseguire cercando di confrontarci e dialogare con famiglie e studenti. Ci proponiamo a tal fine di organizzare un’Assemblea pubblica rivolta a tutti i cittadini.

Per ulteriori informazioni: https://nessundormaudine.wordpress.com/

 

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