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Da Torino – rigetto in massa delle sperimentazioni relative alla valutazione.

13 dicembre 2010

VERGOGNATEVI!!!

FATE LE FORZATURE E NON RISPETTATE LE LEGGI

NEANCHE PER LE SPERIMENTAZIONI SCOLASTICHE!!!!

(da un comunicato Cobas scuola di Torino) L’USP di Torino, con una circolare del 15 Dicembre allarga la sperimentazione meritocratica a tutta la provincia di Torino.

E’ indecente (difficile usare altri aggettivi) che l’USP di Torino, citando, peraltro, la circolare del 3 Dicembre 2010, la quale afferma che “Facendo seguito all’incontro del 30 novembre (circ. reg. num. 420 del 24 novembre 2010 Prot. 13006/U) e nel ricordare che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha avviato, per le scuole della città di Torino, un progetto sperimentale per premiare gli insegnanti che si distinguono per un generale apprezzamento professionale all’interno della scuola, si forniscono con la presente alcune indicazioni operative”, dopo aver capito che tutte le scuole della città avrebbero votato in massa contro la vergognosa sperimentazione meritocratica, invia oggi una nuova circolare con la quale allarga a tutta la provincia la possibilità di partecipare a tale truffa.

E’ inutile e superfluo spiegare i motivi che hanno portato il neo dirigente dell’Usp (spinto dalla Gelmini??) a non considerare ciò che il ministero e lo stesso USR del Piemonte scrivevano pochi giorni fa, cioè che tali sperimentazioni si sarebbero svolte solo nelle scuole delle CITTA’ di Torino e Napoli.

Quando si trovano in difficoltà non “c’è legge e/o circolare che tenga”: S’HA DA FARE  E BASTA!!!!! Questa LORO la chiamano democrazia….

Ad oggi più di 50 scuole torinesi hanno rifiutato la sperimentazione e NESSUNA ha aderito

Come Cobas Scuola faremo di tutto per denunciare questa ulteriore truffa e forzatura da parte del Ministero e dei suoi seguaci (scelti, guarda caso, con lo spoil system!!!).

Siamo sicuri che anche le scuole della provincia di Torino rispediranno al mittente la sperimentazione a meno che il mittente non trovi un altro metodo illegale per trovare finalmente le 15 scuole!!!

Invitiamo tutti i collegi docenti a non aderire alla sperimentazione, a rispedire al mittente questo ennesimo “vergognoso” tentativo di dividere gli insegnanti tra bravi e fannulloni battiamoci per riavere i nostri soldi, il nostro contratto e tutti i nostri diritti.

Esigere che i “risparmi” derivanti da tagli agli organici e agli stipendi (con il blocco dei contratti e di una parte degli scatti di anzianità) non siano utilizzati per dividere la categoria, ma vengano restituiti a tutte le scuole e a tutti/e i/le lavoratori/trici, docenti e ATA, precari e “stabili”

Esigere che i “risparmi” derivanti da tagli agli organici e agli stipendi (con il blocco dei contratti e di una parte degli scatti di anzianità) non siano utilizzati per dividere la categoria, ma vengano restituiti a tutte le scuole e a tutti/e i/le lavoratori/trici, docenti e ATA, precari e “stabili”

 

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3 commenti leave one →
  1. Liceo Caccioppoli Napoli permalink
    21 dicembre 2010 22:56

    Il collegio dei docenti del Liceo Scientifico “Renato Caccioppoli” di Napoli, riunitosi il 20/12/2010, ha deliberato all’unanimità di non aderire alla “proposta di progetto sperimentale per premiare gli insegnanti che si distinguono per un generale apprezzamento professionale all’interno della scuola” per i motivi di seguito esposti:

    1. Il collegio ritiene non condivisibili gli obiettivi della sperimentazione proposta dal Ministro, segnatamente quello di “individuare un modello di valutazione della professionalità dei docenti […] che premi le migliori performance individuali” e quello di “testare e mettere a punto protocolli di misurazione e valutazione […] per riconoscere e premiare la professionalità”. Il lavoro dei docenti potrà essere infatti valutabile (almeno a lunga scadenza), ma non mai “misurabile”, soprattutto a livello individuale. L’istruzione e la formazione dei giovani sono il risultato di più componenti che interagiscono strettamente tra di loro. In questo complesso di fattori la scuola rappresenta un momento fondamentale (al quale peraltro andrebbero riservate maggiori energie e risorse economiche), e l’azione del singolo docente ha un rilievo importantissimo, ma la scuola, e il singolo docente all’interno di essa, non sono che una parte del processo formativo dei discenti. Dunque la valutazione del lavoro di un docente va necessariamente praticata secondo un approccio sistemico che consideri la famiglia, l’ambiente sociale, la scuola, la storia psicologica e sociologica personale, nonché le tendenze personali dei singoli alunni come fattori interdipendenti. Per questo sarebbe molto più proficuo parlare di rapporti scuola-famiglia, di didattica interdisciplinare, di attività collegiali, piuttosto che semplificare il tutto presentandolo come un problema di maggiore o minore “bravura” di questo o quel docente.

    2. Un meccanismo che premi alcuni docenti, penalizzando tutti gli altri, spingerebbe i docenti stessi ad agire in competizione fra loro, con conseguente danno per il risultato del lavoro dei singoli, in quanto l’efficacia dell’azione del singolo docente è strettamente legata ad una collaborazione fra gli insegnanti di ciascun consiglio di classe, collaborazione che verrebbe necessariamente meno in un clima di competitività legato a premi in denaro.

    3. La proposta del Ministero , se adottata, creerebbe un pericoloso feedback tra i docenti e gli allievi inducendo questi ultimi e le loro famiglie a riconoscere come validi i professori che , a loro volta, premiano gli allievi con voti generosi e promozioni, anche immeritate, ed a penalizzare, viceversa nella loro valutazione i professori più esigenti.. Ciò potrebbe indurre alcuni docenti a livellare verso la mediocrità gli standard di valutazione adottati nella propria disciplina .

    4. Il collegio ritiene che, a fronte dei tagli lineari effettuati alla scuola italiana e del blocco della progressione di stipendio dei docenti, sia profondamente ingiusto che il Ministero decida di destinare somme, sia pur modeste solo ad alcuni di essi, e nell’ambito dello stesso progetto di commissionare contemporaneamente alla Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo e all’associazione TreeLLLe una ricerca sulla professionalità docente di cui si ignorano i costi per lo Stato.

    5. La sistematica e progressiva riduzione dei fondi destinati al funzionamento degli istituti scolastici , la drastica riduzione degli organici, il trasferimento di massa dei docenti soprannumerari con la conseguente perdita di continuità didattica in numerosissime scuole sono tutti elementi che incidono molto negativamente sulla qualità dell’insegnamento dei docenti. Appare quanto mai singolare da parte del Ministero voler avviare una tale sperimentazione proprio quando la scuola italiana sta vivendo il suo annus terribilis, alle prese con emergenze di vario tipo, tra cui anche il dilagare delle proteste studentesche.

    6. Il continuo attacco mediatico alla professionalità dei docenti e alla qualità della scuola italiana hanno alimentato nell’opinione pubblica la convinzione che i docenti siano dei “fannulloni”, da vigilare e punire con severità, come stabiliscono anche le recenti norme sul Pubblico Impiego del Ministro Brunetta. Il progetto di valutazione proposto dal Ministero andrebbe esattamente nella direzione di avallare tali luoghi comuni, introducendo tra i docenti una distinzione fondata su presunti meriti, la cui oggettività viene già negata a priori dal documento ministeriale, che di fatto parla di “generale apprezzamento” del docente da premiare. Inoltre la valutazione del docente, secondo tale proposta, è demandata al Dirigente Scolastico, supportato da due docenti dell’Istituto i quali avrebbero la responsabilità di esprimere un giudizio di merito didattico su discipline che potrebbero non rientrare nelle classi di concorso da essi insegnate.

    7. La proposta di valutazione del singolo docente risulta essere più il prodotto di una visione tradizionalista dell’insegnamento, che un intervento finalizzato al miglioramento del sistema scuola. L’idea che le capacità professionali siano di per sé sufficienti a qualificare il lavoro didattico porta con sé, infatti, il rischio di far passare come accessori tutti gli altri elementi che concorrono in modo determinante al successo formativo degli alunni e che non dipendono dall’abilità e dalle capacità del singolo insegnante, perché afferiscono a livelli progettuali e decisionali di carattere collegiale o della Dirigenza Scolastica. Ci riferiamo al livello organizzativo e gestionale dell’offerta formativa e delle risorse umane, al clima relazionale all’interno dell’istituto, alla capacità della scuola di creare ambienti di apprendimento significativi e alla sua capacità di operare in modo sinergico con le risorse del territorio.

    8. La lettura analitica degli ultimi dati del rapporto OCSE PISA dice chiaramente che le scuole statali in Italia sono più efficienti di quelle paritarie e private, nonostante abbiano studenti più “difficili”, dato il loro livello socio economico più basso, e anche maggiori problemi di risorse. Come spiegare tale dato lusinghiero se non con la professionalità dei docenti che affrontano nel loro lavoro quotidiano , spesso come in trincea, difficoltà di ogni tipo? Non è “premiando” una tantum (ad un costo stimato dai sindacati di 4,00 euro al giorno) un esiguo numero di insegnanti che si potranno ottenere risultati ancora migliori: la scuola italiana ha bisogno di investimenti economici e ha bisogno contemporaneamente di veder crescere i livelli di partecipazione di tutte le sue componenti, se vuole continuare ad essere – come ci auguriamo- la scuola di tutti e di ciascuno.

  2. 20 dicembre 2010 20:28

    Il progetto sperimentale di valutazione dei docenti riceve un secco e motivato NO dalle scuole torinesi.

    Oggi possiamo confermare ciò che ieri era già chiaro: quasi ottanta scuole a Torino (su un totale di 122) hanno respinto, con mozioni motivate, la “Proposta” di valutazione del merito. Il risultato è ormai inequivocabile: la “Proposta” di Gelmini è stata nettamente bocciata.

    Il Ministro il 18 novembre, data in cui ha annunciato il progetto sperimentale di valutazione dei docenti, ha parlato di “giorno storico”. Ad un mese di distanza il “giorno storico” rivela tutta la sua pochezza: i Collegi docenti hanno messo in rilievo sia la fumosità sia la pochezza culturale delle “Proposta” ed hanno dimostrato di aver capito che l’esaltazione della “meritocrazia” non è che uno dei tanti slogan demagogici e senza sostanza che hanno caratterizzato l’operato del governo ancora in carica.
    I rifiuti delle scuole torinesi hanno recentemente spinto il Ministero ad estendere la presentazione della “Proposta” anche alle scuole della provincia e a spostare in avanti la data per eventuali adesioni. Non sono che mezzucci, che non stupiscono ma dispiacciono. La sordità totale che questo governo ha dimostrato nei confronti delle giuste richieste degli studenti e dei lavoratori della scuola non è degna di un Paese civile.
     
    La Cub scuola , che ha creduto sin dall’inizio nella necessità di “respingere” il Ministro e si è impegnata con tenacia nell’opera di controinformazione sulla “Proposta”,  rivolge un appello a tutti i lavoratori della scuola affinché facciano del rifiuto del “premio al merito” un saldo punto di partenza per riaggregare la categoria, al fine di ritrovare unità nella lotta contro chi vuole una pessima scuola ed un Paese sempre più ingiusto.

  3. stefanoulliana permalink
    17 dicembre 2010 01:25

    Anche da Napoli lo stesso rifiuto …
    http://tiggilibero.altervista.org/?p=1393

    Oppure vedi la seguente pagina di Rete Scuole ….
    qui.

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