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il caos del blocco degli scatti d’anzianita’

9 gennaio 2011

da LASTAMPA.it 

Ricongelati gli scatti

Il ministro Tremonti non ha ancora firmato, nel frattempo nelle scuole è caos, nessuno sa come si fa

FLAVIA AMABILE

La firma era attesa per il 28 dicembre. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti avrebbe dovuto scrivere il suo nome accanto a quello del ministro del’Istruzione Mariastella Gelmini sotto il decreto interministeriale che restituisce ai professori gli scatti di anzianità e poi partire per le vacanze di fine anno. Invece, a quanto pare, il ministro è partito ma la firma sotto il decreto non c’è ancora. E ora il mondo della scuola è in allarme. Anche perchè lo stesso giorno dal ministero dell’Economia partiva una nota che confermava la preoccupazione.

Era il messaggio 181 che chiariva: «L’articolo 9, comma 23, stabilisce che per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti». Nella nota si precisa che «per gli anni 2011 e 2012 si è proceduto alla proroga per 2 anni delle classi e degli scatti che maturino con decorrenza successiva al 1° gennaio 2011». In altre parole per il 2010 si è in attesa di capire che cosa fara la Ragioneria mentre per chi scatta negli anni 2011/12 il congelamento è prorogato per due anni.

Eppure la cancellazione del blocco triennale degli scatti automatici di anzianità introdotto con la manovra finanziaria di fine maggio era stata una delle battaglie che il ministro Gelmini aveva annunciato di aver vinto con il ministro dell’Economia. Per garantirli sarebbero stati destinati oltre 300 milioni di euro ricavati dai tagli ed inizialmente destinati al premiare il merito.

Che cosa è successo? Una dimenticanza? Un atto voluto? La settimana prossima si capirà qualcosa di più. Nel frattempo i sindacati lanciano l’allarme. «E’ stato messo in piedi un pateracchio, un pasticcio con conseguenze disastrose – accusa Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil – Chi ha già ricevuto gli anticipi nella seconda metà del 2010 ora dovrebbe anche restituirli. E come al solito il ministro Gelmini si rivela incapace di mantenere le promesse. Di sicuro è un problema anche politico».

Più cauta ma non meno preoccupata la Cisl scuola che spiega di essere consapevole che la pubblicazione del decreto è stata «probabilmente rallentata anche per la concomitanza delle festività natalizie», ma «deve comunque avvenire in tempi rapidi, anche per fugare gli allarmismi suscitati dalla recente nota tecnica del Mef, nota che per la verità conferma implicitamente la regolare attivazione degli scatti da inserire in busta paga nel mese di gennaio 2011».

La Uil scuola prova a dare una sua interpretazione delle parole del ministero guidato da Tremonti. «Il Ministero dell’Economia, con una circolare del 29 dicembre, non interviene sul blocco degli scatti maturati al 1 gennaio 2011. Di conseguenza, coloro per i quali è previsto il pagamento dello scatto al 1 gennaio – spiega la Uil – dovranno avere regolarmente l’aumento dello stipendio. Per i periodi successivi, per i quali la stessa circolare congela la progressione, si tratta probabilmente del mancato perfezionamento del decreto o di carenza di comunicazione interna».

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  1. mauro permalink
    11 gennaio 2011 15:12

    CONCESSI I FINANZIAMENTI PER GLI SCATTI DEL 2010, MA 2011 E 2012 CONTINUANO A RIMANERE IN SOSPESO
    DA http://www.tecnicadellascuola.it
    Tremonti autorizza lo sblocco degli scatti stipendiali, Cisl e Uil attaccano Pantaleo
    di Alessandro Giuliani
    Il responsabile del Mef firma l’atteso decreto che salva docenti e Ata dal congelamento degli stipendi. Anche se solo per il 2010. Scrima e Di Menna cantano vittoria, poi si rifanno sul leader Flc-Cgil che aveva definito l’accordo ‘un pateracchio, un pasticcio con effetti disastrosi’.
    Nemmeno il tempo di gioire per lo sblocco degli scatti d’anzianità del 2010, grazie alla sospirata firma del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sul decreto interministeriale già sottoscritto nelle scorse settimane del responsabile del Miur, Mariastella Gelmini: per Cisl e Uil Scuola l’attesa notizia, che nel giorno del ritorno sui banchi di tutti gli studenti sottrae circa 300 milioni di euro inizialmente destinati al merito e permette a decine di migliaia di docenti e Ata di ricevere il pagamento degli scatti automatici stipendiali quasi sicuramente già con la busta paga di gennaio, si trasforma infatti in una sorta di rivalsa nei confronti della Flc-Cgil. Confermando che per i sindacati della scuola ormai la gestione delle guerre ‘intestine’ appare uno dei temi in cima alla lista.
    Del resto sul testo del decreto c’è poco da dire: è esattamente quello già presentato ai sindacati il 18 novembre al Miur dal ministro Gelmini, poi firmato dallo stesso inquilino di viale Trastevere e quindi trasmesso al Mef per la controfirma. E poi ‘stagnato’ nei palazzi di via XX Settembre più del dovuto per la concomitanza di tanti altri provvedimenti di fine anno. Così “la Cisl – ha detto il suo segretario generale Francesco Scrima – non può che esprimere grande soddisfazione per una firma che fa chiarezza anche rispetto a tanta disinformazione diffusa in modo superficiale, e non di rado strumentale, nei giorni scorsi”. Il riferimento generico ai sindacati ‘concorrenti’ diventa più concreto quando il segretario Cisl giudica “sorprendente” l’atteggiamento di coloro che “con malcelato fastidio per un risultato che forse preferivano non vedere raggiunto, nella perversa logica del ‘tanto peggio tanto meglio’”, si sono lasciati andare nelle ultime settimane “a ricercare e a evidenziare i presunti limiti dei risultati che abbiamo raggiunto: risultati che in ogni caso valgono infinitamente di più del nulla fin qui prodotto da chi ha scelto altre e diverse modalità di misurarsi col Governo sul difficile terreno dei provvedimenti di emergenza”.
    A rincarare la dose ci ha pensato Massimo Di Menna, leader della Uil Scuola, che senza mezzi termini ha dichiarato di non comprendere “come il segretario della Flc-Cgil abbia potuto definire tale risultato concreto e utile per tutti i lavoratori della scuola, un ‘pateracchio, un pasticcio con effetti disastrosi’ senza, peraltro, prospettare una soluzione”. Di Menna, del resto, sull’esito della possibilità del reimpiego dei risparmi derivanti dai tagli al settore non aveva mai avuto dubbi: e non sorprende, quindi, quando dice, pur ammettendo che “il negoziato non è stato facile”, che lo sblocco degli scatti era un atto “del tutto previsto”.
    Diventano così pesanti come macigni le parole pronunciate poche ore prima da Mimmo Pantaleo, che proprio “sul ripristino degli scatti di anzianità” aveva detto che “siamo fermi alla politica degli annunci” e che “non ci sono ancora certezze. Un fatto ancora più preoccupante se si considera che una nota interna della Spt (Service interno del Tesoro) mette in dubbio tale ripristino. Purtroppo la nota del 29 dicembre conferma due fatti: la fondatezza delle nostre preoccupazioni sulla gestione poco trasparente di questa partita; l’inattendibilità delle notizie apparse su alcuni siti sindacali, prima dell’incontro con il ministro, che davano per certa l’avvenuta certificazione delle risorse da parte del Mef”. Il suo ragionamento, le perplessità di Pantaleo, erano sostenute anche dall’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura della Camera, che aveva annunciato la volontà di presentare “un’interrogazione urgente alla Camera per chiedere al Governo di fare chiarezza e avere risposte definitive sulla restituzione degli scatti automatici di anzianità, a maggior ragione – ha concluso Ghizzoni – dopo il claudicante avvio del progetto sperimentale di premialità agli insegnanti”.
    “Non stupisce – aveva aggiunto Ghizzoni – che il Ministro Tremonti sia partito per le vacanze senza preoccuparsi del mondo della scuola e degli insegnanti: è semmai una conferma del suo pregiudizio nei confronti della filiera della conoscenza e della cultura. Tremonti si è preoccupato molto della famigerata `cena degli ossi’ con gli amici della Lega, ma ai professori non ha lasciato nemmeno l’osso. La prova evidente che quella di Tremonti, `La cultura non si mangia’, non era solo una battuta”.
    Tutte esternazioni superate chiaramente dai fatti. Entrando nel merito del decreto interministeriale, va detto che ristabilisce in toto la validità del 2010 ai fini della maturazione degli scatti: il finanziamento deriverà, come previsto, dal 30% dei risparmi al settore attuati dallo stesso Governo con l’art.64 della Legge n. 133. Ma rimane in sospeso l’esito degli aumenti automatici del 2011 e del 2012. Un grosso punto interrogativo (anche perchè i finanziamenti per i due anni sono più alti del 2010 ormai messo al sicuro) da cui, è probabile, ripartirà una nuova stagione di timori e polemiche.

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