Skip to content

IL PROGETTO DI RECLUTAMENTO PITTONI E I PRECARI

11 gennaio 2011

FORTI LE CRITICHE DEL COORDINAMENTO PRECARI DELLA SCUOLA DI UDINE AL PROGETTO DI RECLUTAMENTO PITTONI.

INTANTO UNO STUDIO DELLA FONDAZIONE AGNELLI SFATA MOLTI LUOGHI COMUNI SULL’ARGOMENTO.

IN PARTICOLARE NELLO STUDIO SI RILEVA CHE:

La mobilità degli insegnanti, in effetti, riguarda per oltre il 95% movimenti all’interno della stessa regione, mentre – nell’anno scolastico appena iniziato – su 72.000 trasferimenti di insegnanti di ruolo, meno di 700 (dunque, meno dell’1% del totale) sono stati coloro che si sono mossi da una regione del Nord per andare in una del Sud.

Difficile attribuire a questi flussi una significativa responsabilità dei disagi della discontinuità didattica nelle nostre scuole. Le ragioni del problema, che è reale e preoccupa, vanno perciò ricercate altrove. E precisamente nei meccanismi di carriera e di reclutamento del personale docente, da cui dipende più della metà della mobilità: burocratici, rigidi, ma soprattutto privi per l’insegnante di qualsiasi incentivo – di carriera o retributivo – a rimanere in una scuola in cui ha lavorato bene. In una parola, superati.”

Annunci
6 commenti leave one →
  1. nessundorma permalink
    19 gennaio 2011 18:53

    la posizione di alcuni sindacati sul progetto Pittoni secondo la stampa:
    CISL UIL E SNALS: http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/01/12/NZ_10_SPAL.html
    CGIL: http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2011/01/18/UD_02_UDB8.html

  2. stefanoulliana permalink
    16 gennaio 2011 00:39

    Credo che analizzare e discutere le modalità di svolgimento dei cosiddetti flussi migratori interni sia un modo per bypassare completamente il problema della nuova strutturazione imposta al corpo insegnante italiano dalle cosiddette “riforme”. Si tratta di un modo per sviare la mente dalla considerazione del vero problema. Gerarchizzazione e territorializzazione riportano infatti il corpo insegnante italiano a condizioni – se si può dire – medievali e feudali. Lo schema strutturale è lo stesso: la territorializzazione del lavoratore ripete la servitù della gleba, con l’aggiornamento decretato dalla necessaria immedesimazione con le condizioni date dall’attuale dittatura globale – e quindi nazionale – del Capitale. La gerarchizzazione frantuma l’inalienabilità dell’unità democratica del corpo insegnante, eliminando l’ideale reale d’eguaglianza e reintroducendo forme di corporazione e cortigianeria purtroppo già viste nella infelice storia di questo paese, di vero e proprio vassallaggio, sia per le funzioni espletate quotidianamente nelle scuole, che per lo stesso accesso al lavoro. Si vuole e si persegue l’allineamento militare del corpo insegnante allo stravolgimento anti-democratico delle istituzioni italiane, scolastiche e non. E gerarchizzazione e territorializzazione hanno questo compito e questa funzione.

  3. Mario Pittoni permalink
    15 gennaio 2011 01:30

    Si sa che la maggior parte degli spostamenti è a livello regionale. Ma il problema è lo stesso: insegnanti in buona misura originari delle regioni meridionali, non avendo legami con il territorio e non potendo ottenere subito l’avvicinamento alla loro terra (laggiù le scuole sono perennemente “ingolfate” di personale), si spostano nelle zone più “comode”. E la prima conseguenza è un turnover quasi del 100% nelle zone di montagna.

    • mauro permalink
      15 gennaio 2011 10:52

      il problema delle zone di montagna – che è ben reale – comunque non si risolve con un reclutamento regionale. Buona parte degli insegnanti di queste zone sono udinesi che alla prima occasione (comprensibilmente) chiedono una sede più vicina a casa (che dire poi dei triestini che si affollano nella nostra provincia perchè non hanno possibilità lavorative nella loro ?).
      Un suggerimento a Pittoni: per le zone di montagna occorrerebbe studiare una normativa ad hoc basata su incentivi (sia economici che di carriera) che inducano i docenti “di ruolo” a trattenersi su quelle sedi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: