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NOTE DEL COORDINAMENTO PRECARI DI UDINE

14 febbraio 2011

L’ennesima “bocciatura” della Gelmini.

Note del Coordinamento Precari Scuola di Udine

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 41 del 9 febbraio 2011, ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 1, comma 4-ter, del decreto legge 25 settembre 2009, n. 134 in quanto viola, tra gli altri, l’articolo 3 della Costituzione. Sembra concludersi, in un modo ampiamente prevedibile, l’intricata vicenda degli inserimenti in coda o a pettine nelle graduatorie provinciali dei docenti precari che avevano chiesto nel 2009 il trasferimento in ulteriori tre province. Questa sentenza sancisce il fallimento delle politiche scolastiche del governo e mette in discussione la validità delle graduatorie 2009/2011 e delle nomine conferite secondo il criterio censurato: le ripercussioni rischiano di riguardare decine di migliaia di docenti precari.

Per il Ministro Gelmini (più attenta a difendere il premier in televisione che a occuparsi dei problemi della scuola) non si tratta della prima “bocciatura”; se ne possono citare almeno altre due: nel dicembre del 2009 il Consiglio di Stato censurò i regolamenti ministeriali relativi alla riforma delle scuole superiori, in quanto avevano oltrepassato i confini della delega attribuita dal Parlamento; nel settembre del 2010 lo stesso Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato dal Ministero dell’Istruzione contro la decisione del Tar Lazio che aveva sospeso i provvedimenti della riforma Gelmini che riducevano le ore di lezione negli istituti superiori.

Il ministro Gelmini (assieme alla maggioranza da cui è sostenuta) deve rendere conto al Paese dell’incapacità di gestione delle graduatorie e dell’intero sistema scolastico, oltre che dei tagli di questi anni e del licenziamento dei lavoratori precari della scuola. Il Ministero, infatti, si è inventato una norma, quella che prevedeva l’inserimento in coda, priva di fondamento costituzionale, e in questo modo ha consolidato una situazione di incongruenza normativa che ha reso ancora più incerte le prospettive di tutti i precari della scuola italiana: in modo particolare – per quel che riguarda le graduatorie della nostra regione – di quei docenti che avevano maturato legittime aspettative di stabilizzazione, le quali rischiano oggi di venire completamente disattese.

Non si esce da una situazione tanto drammatica puntando su un’altra soluzione “tampone”: la proposta di cui si parla – il congelamento delle graduatorie – rappresenterebbe l’ennesimo sotterfugio ministeriale, utile solamente ad aumentare il caos, generando ulteriori motivi di frustrazione per alcuni, e di illusione per altri. Bisogna cambiare completamente la politica scolastica di questo governo, partendo proprio dalla revisione completa delle scelte sul reclutamento e sulla stabilizzazione del personale precario.

Il primo passo deve essere il ritiro dei tagli previsti per il prossimo anno scolastico, tagli che il Ministero ha già annunciato: meno 20 mila per il corpo docenti e meno 15 mila per il personale ATA (senza considerare le minacce del Ministero dell’Economia, che vorrebbe incrementare ulteriormente i tagli). Sono queste le cifre di cui dovrebbero rendere conto anche i senatori locali che da tempo si preparano la campagna elettorale speculando sull’incertezza dei precari: se ci sono parlamentari della maggioranza che hanno a cuore le sorti dei precari, per quale ragione non alzano la voce contro i tagli che si prospettano per l’ennesima volta? Per quale ragione non si oppongono all’ennesima ingiustizia che rischia di abbattersi su decine di migliaia di docenti specializzati, che lavorano da anni ma che il Ministero non intende stabilizzare?

Chiediamo, pertanto, che si apra un vero tavolo di confronto, al quale possano partecipare anche i coordinamenti dei precari, per rivedere la natura e le modalità di utilizzazione delle attuali graduatorie, garantendo regole certe e parità di diritti per tutti gli aspiranti inclusi, e per discutere dell’ormai ineludibile piano di stabilizzazione dei lavoratori precari della scuola a partire dal prossimo anno scolastico: tale piano può essere l’unico strumento adeguato a garantire, con un organico finalmente funzionale alle esigenze delle scuole statali (e quindi degli studenti), la qualità complessiva dell’offerta formativa, oltre che prospettive di lavoro certe per chi da anni viene ingannato dal Ministero.

Udine, 11 febbraio 2011

Per il Coordinamento Precari Scuola di Udine,

prof. Gabriele Donato

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One Comment leave one →
  1. 22 febbraio 2011 17:09

    Una vera e propria odissea!

    Complimenti per il blog!

    Ti invito tra l’altro se vuoi e puoi ricambiare la visita sul nostro blog Vongole & Merluzzi a leggere l’ultimo articolo, ultimo di una serie di post su 29 donne operaie licenziate in un’industria tessile a Latina…

    Potrai comunque trovare altri post di tuo gradimento.

    A risentirci su questi mari!!!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/22/lo-strip-tease-dei-diritti-7/

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