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PROIBITO CRITICARE BERLUSCONI

29 marzo 2011

Critica Berlusconi in classe
la maestra finisce sotto accusa

Esposto dei genitori: “I nostri figli mostrano sdegno per il premier quando lo vedono in tv”. Il provveditore manda una circolare a tutti: “A scuola niente politica”. La docente rischia provvedimenti disciplinari

di GABRIELLA DE MATTEIS

In classe avrebbe più volte parlato di politica. O meglio del presidente Silvio Berlusconi e della sua amicizia con il leader Gheddafi, causa a suo dire degli sbarchi in Sicilia. E poi ancora avrebbe fatto riferimento all’ipotetica volontà del governo di investire nel nucleare. “Lezioni” che i suoi alunni, gli studenti di una scuola elementare della città, hanno illustrato ai genitori, scatenando il caso. La docente, in questione, ora rischia un procedimento disciplinare e il responsabile dell’ufficio scolastico di Bari Giovanni Lacoppola ha preso carta e penna, ricordando attraverso i dirigenti scolastici che in aula si fa lezione e non politica.

“Di un vero e proprio caso di indottrinamento sembra siano stati fatti oggetto i piccoli, stando a quando riferiscono i genitori, i quali – scrive Lacoppola – non a caso parlano di “lavaggio del cervello” effettuato in danni di alunni di soli nove anni, allo scopo di inculcare nelle loro giovani menti idee politiche ben precise”. La storia è andata più o meno così: gli studenti, ricostruisce il responsabile dell’ufficio scolastico, guardando la televisione insieme con i genitori, avrebbero reagito con “manifestazioni di disprezzo, finanche attraverso l’uso di espressioni non facenti parte del lessico ordinario dei piccoli” davanti all’immagine di Silvio Berlusconi. Qualcuno di loro avrebbe anche consigliato al padre e alla madre di esprimersi contro il nucleare in un eventuale referendum. I genitori hanno chiesto ai figli con chi avessero parlato della questione e loro hanno indicato l’insegnate di storia.

C’è chi ha lasciato correre e chi, invece, ha chiesto spiegazioni a Lacoppola che ha anche ricevuto un esposto firmato. Il dirigente allora ha scritto due lettere. La prima al capo d’istituto della scuola dove l’insegnate avrebbe tenuto lezioni di “politica”, sollecitando chiarimenti. La docente, ora, difendersi, altrimenti rischia un procedimento disciplinare. Perché il dirigente dell’Ufficio scolastico di Bari, nella successiva circolare, quella inviate a tutti gli istituti, è chiaro: “In un paese democratico come il nostro – scrive – tutti abbiamo il diritto di esternare le nostre opinioni. Nella scuola, però, non posso immaginare che si vada ad influenzare con le proprie idee quelle degli studenti, specialmente in una scuola primaria, dove gli alunni, per la loro piccola età, sono più facilmente condizionabili”. I dirigenti scolastici, quindi, dovranno vigilare, fare in modo che nessuno degli insegnanti in classe, dando una propria chiave di lettura dell’attualità, faccia riferimento alla politica.

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