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30 giugno 2012

Il Blog Di Giuseppe Aragno

Me lo ricordo come fosse oggi. Avevo 24 anni e i bagliori di civiltà del lungo Sessantotto aprivano ancora il cuore alla speranza. Era il 20 maggio del 1970, Fini, Gasparri, La Russa e i loro camerati portavano ancora sulle spalle il peso dell’infinita miseria morale della loro storia e l’Italia approvava lo Statuto dei lavoratori. Ci fu allora tra i giovani chi criticò; si poteva fare di più e troppi rimanevano esclusi, ma lo dico con orgoglio: senza le lotte della mia generazione non sarebbe mai stato possibile. Si disse allora – e non era retorica – che la Costituzione diventava legge anche per i padroni. Sono trascorsi 42 anni, la mia vita è giunta al capolinea. Fini è Presidente di un Parlamento che vale quanto la Camera dei Fasci e delle Corporazioni, Gasparri e La Russa sono stati ministri e un ministro del lavoro, Elsa Fornero, lavora apertamente…

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