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TAGLI, TAGLI, TAGLI…

11 luglio 2012

SPENDING REVIEW ? PER LA SCUOLA SONO SEMPRE E SOLO TAGLI INDISCRIMINATI A DISCAPITO DI QUALUNQUE QUALITA’ DELL’OFFERTA FORMATIVA !

Tra i diversi provvedimenti:

Reinquadramento forzato come ATA di circa 3.800 docenti inidonei o affini (art. 14 comma 13-15).
Si tratta di docenti permanentemente o temporaneamente inidonei all’insegnamento per motivi di salute, ex assistenti di cattedra transitati dagli EE.LL, ex docenti di pratica professionale.
L’effetto sarà:
1. sui precari ATA licenziati senza neanche avere più la possibilità di fare le supplenze
saltuarie dopo anni di esperienza nelle segreterie.
2. sui docenti deportati nelle segreterie (circa 3.000 con gravi problemi di salute) che
dovrebbero dedicarsi al lavoro di assistente amministrativo sempre più complesso. Questi docenti spesso si dovrebbero spostare in comuni diversi da quello attuale anche per fare le supplenze saltuarie (inidoneità temporanea).
3. sulla qualità del lavoro. Il funzionamento delle segreterie dovrà fare i conti con la
diminuzione di personale che ha esperienza nelle procedure amministrative, finanziarie e organizzative gestite dalle scuole.

Utilizzazione, in ambito provinciale dei docenti in esubero (art. 14 comma 17-21).
Docenti, spesso con molti anni di servizio, diventati soprannumerari saranno utilizzati a prescindere dalla loro esperienza e dalla loro formazione professionale.
L’effetto sarà:
1. sul diritto al lavoro di altrettanti docenti precari abilitati/specializzati che verrebbero
licenziati dopo anni di insegnamento;
2. sulla vita dei colleghi “esuberanti” che dovrebbero spostarsi a spese loro in provincia
anche per fare semplicemente i tappabuchi.
3. sulla qualità dell’insegnamento: l’utilizzazione avverrebbe su materie o posti per i quali sono sprovvisti di abilitazione/titolo di specializzazione.
Nella sola scuola la spending review attraverso l’utilizzo dei docenti inidonei e di quelli in soprannumero, porta al licenziamento di circa 15.000 precari tra docenti e ATA ai quali vanno sommati i 24.000 previsti in tutto il pubblico impiego.

Smantellamento del sistema delle scuole italiane all’estero (e loro privatizzazione) mentre le spese militari rimangono intatte…

È chiaro che solo la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori potrà invertire la tendenza !

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