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DOCUMENTO DEI DOCENTI DEL MARINELLI

20 ottobre 2012

Un folto gruppo di docenti del Liceo Marinelli si è riunito per analizzare i recenti provvedimenti sulla scuola proposti dal Governo nel disegno di legge della cosiddetta “legge di stabilità”, che prevedono soprattutto l’aumento delle ore di impegno in classe da parte dei docenti, innalzate unilateralmente da 18 a 24 ore settimanali a parità di retribuzione stipendiale. Ciò denota l’ignoranza e la totale svalutazione di tutto il restante carico di lavoro che caratterizza la figura professionale del docente: programmazione, preparazione delle lezioni, correzione dei compiti, riunioni, colloqui con le famiglie, scrutini ed esami, aggiornamento ed autoaggiornamento (a carico dei docenti, come l’acquisto della maggior parte degli strumenti e dei materiali usati per la didattica).

È evidente, purtroppo, a quanto pare, solo a chi lavora nella scuola, che le 18 ore di lezione in classe costituiscono solo la punta dell’iceberg dell’impegno professionale dei docenti. L’attuale monte ore annuale, basato appunto sulle 18 ore settimanali, risulta peraltro perfettamente in linea con la media europea (630 ore rispetto alle 629 europee), a fronte di retribuzioni significativamente inferiori.  Aumentare l’impegno dei docenti in classe da 18 a 24 ore avrebbe una serie di pesanti ripercussioni:

  • netto peggioramento della qualità stessa dell’insegnamento, dovuta all’aumento del carico di lavoro complessivo: ne farebbero le spese innanzitutto gli studenti;
  • espulsione dal mondo della scuola di migliaia di docenti precari, che per anni si sono fatti carico, alla pari dei docenti di ruolo, di garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche;
  • cocente delusione e conseguente perdita di fiducia da parte dei docenti nei confronti dell’amministrazione, che di fatto annulla il contratto di lavoro regolarmente stipulato.

La situazione qui descritta sinteticamente non può che trovare nei docenti del Liceo Marinelli la più netta opposizione che, nel caso di mancate azioni correttive al provvedimento, si tradurrà in azioni di protesta da concordare e coordinare con le altre scuole.

Noi docenti ci rendiamo conto che il momento economico è drammatico. Ricordiamo che il mondo della scuola sta già dando da anni il suo contributo di solidarietà (blocco del contratto e degli scatti di anzianità dal 2009, taglio di 140 mila posti di lavoro, aumento del numero di allievi per classe) e rivendichiamo l’importanza del ruolo dell’istruzione per la crescita del nostro Paese.

un articolo del Messaggero Veneto

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2 commenti leave one →
  1. 21 ottobre 2012 17:32

    Una misera proposta: sciopero ad oltranza nel caso di approvazione della legge?

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