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DOCUMENTO DEGLI INSEGNANTI DEL PASCHINI-MARCHI

27 ottobre 2012

Gli insegnanti dell’I.S.I.S. Paschini-Marchi di Tomezzo, riuniti in assemblea sindacale, denunciano quanto la “SCUOLA” sia nuovamente presa di mira con una misura (articolo 3 della legge di stabilità 2013 attualmente in discussione), che intende portare l’orario di insegnamento nella scuola secondaria da 18 a 24 ore settimanali, a parità di salario, esiziale per ciò che resta di un sistema scolastico che, sino a prima della riforma Gelmini, poteva dirsi ottimo in alcuni suoi indirizzi (si vedano i risultati OCSE PISA 2009, gli ultimi disponibili, per il Friuli Venezia Giulia).

“SCUOLA” è denominazione complessiva sotto la quale rientrano docenti, istituzione scolastica, allievi, tuttavia per necessità di sintesi, in una questione tanto complessa quanto poco compresa, procediamo per punti, evidenziando singolarmente la configurazione del danno che tale misura provocherà a ciascun attore:

DANNO A CARICO DEL DOCENTE COME LAVORATORE

ü  La misura è incostituzionale, in quanto in palese violazione dell’art. 36. A ciò si aggiunga che,  nonostante la cosiddetta “riforma Brunetta”, il contratto di lavoro resta di tipo privatistico ed il testo unico in materia d’istruzione non risulta abrogato (in particolare l’art. 266 del decr. Legisl. 297/1994).

ü  Si evidenzia come il comma 45 dell’art. 3 della legge di stabilità, la cui formulazione testuale è: “Le clausole contrattuali contrastanti sono disapplicate dal 1° settembre 2013”, configuri una misura non degna di un paese democratico, in quanto lesiva del principio di contrattazione.

DANNO A CARICO DELLA SCUOLA COME ISTITUZIONE

ü  Nella scuola secondaria, le 18 ore di lezione frontale costituiscono – come da contratto di lavoro – solo una parte del lavoro del docente, che si esplica anche (e in termini orari soprattutto) nella preparazione delle medesime, nella costante formazione e attività di studio che a queste concorre, nella predisposizione e nella correzione dei compiti in classe, nei ricevimenti delle famiglie, nella programmazione educativo-didattica e nelle attività collegiali.

In concreto, poiché l’aumento dell’orario di lezione si tradurrà nell’aumento del        numero di classi per singolo docente, nonché, in molti casi, nella perdita di titolarità          nell’Istituto di appartenenza e nella configurazione di cattedre articolate su più     Istituti (la distanza chilometrica tra i quali è fattore non secondario), inevitabili e             gravissime saranno le ripercussioni sulla qualità della didattica. (infatti il comma 42 dell’art. 3 della legge di stabilità recita: “A decorrere dal settembre 2013 l’orario di       impegno per l’insegnamento del personale docente della scuola secondaria di primo e di           secondo grado ,incluso quello di sostegno, è di 24 ore settimanali. Nelle sei ore eccedenti    l’orario di cattedra il personale docente non di sostegno della scuola secondaria titolare su             posto comune è utilizzato prioritariamente per la copertura di spezzoni orario disponibili        nell’istituzione scolastica di titolarità, nonché pe rl’attribuzione di supplenze temporane e per tutte le classi di concorso per cui abbia titolo, per posti di sostegno, purché in possesso del             relativo diploma di specializzazione e per gli impegni didattici in termini di flessibilità,ore   aggiuntiv e di insegnamento,di recupero e di potenziamento.[…])

I TAGLI GIA’ EFFETTUATI O PREDISPOSTI A DANNO DI DOCENTI E STUDENTI

ü  8 miliardi di tagli effettuati nel triennio 2009-2011 (Piano programmatico Tremonti-Gelmini: eliminazione di 87.400 posti da insegnante e 44.500 posti per personale A.T.A.), da tradursi in ore di lezione settimanali decrementate per ogni indirizzo di scuola secondaria. La “riforma Gelmini” ha inoltre anche imposto l’aumento del numero di allievi per classe e l’accorpamento di sedi scolastiche.

ü  Contratto nazionale di lavoro scaduto il 31.12.2009, il cui rinnovo è tutt’ora bloccato, e lo sarà, da quanto comunicato, sino a tutto il 2013.

ü  “Sospensione” dal 2009 dei cosiddetti “scatti di anzianità”, unica progressione di carriera per il corpo insegnante.

ü  Soppressione della corresponsione dell’indennità di vacanza contrattuale a decorrere dal 1° gennaio 2013.

ü  Soppressione del pagamento delle ferie maturate e non godute ai docenti precari dal 1° settembre 2012.

A fronte di tali dati oggettivi, testimonianza della mortificazione lucidamente perseguita a carico del docente e dell’istituzione scolastica, ossia degli studenti e delle loro famiglie,

gli insegnanti dell’I.S.I.S. Paschini-Marchi

CHIEDONO

ai propri rappresentati in parlamento

ü  di richiedere la cancellazione delle norme comprese nei commi 30-48 dell’art. 3 della legge di Stabilità 2013;

ü  di respingere l’eventuale riformulazione di dette norme in relazione al monte ore (ad esempio l’innalzamento non di sei ma di tre ore settimanali o la richiesta di prestare gratuitamente ore di lavoro, a qualsivoglia titolo);

ü  di respingere norme che in modo diretto o surrettizio siano in contrasto con il dettato costituzionale.

Tolmezzo, 26 ottobre 2012

Gli insegnanti dell’I.S.I.S. PASCHINI-MARCHI

Il documento (a cui seguiranno iniziative di mobilitazione) è stato inviato ai rappresentanti dei gruppi parlamentari e p.c. Alle Organizzazioni sindacali FLCCGIL Scuola – CISL Scuola – UIL scuola – SNALS CONFALS – GILDA UNAMS COBAS scuola – UNICOBAS scuola – CUB scuola

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