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MOZIONE DEI DOCENTI DEL DEGANUTTI

29 ottobre 2012

MOZIONE APPROVATA ALL’UNANIMITA’ DAI DOCENTI DELL’ ITSE DEGANUTTI DI UDINE  RIUNITI IN ASSEMBLEA SINDACALE   GIOVEDI’ 25/10/2012

Numerosi docenti dell’Istituto Tecnico Statale per il Settore Economico “Cecilia Deganutti” di Udine si sono riuniti in assemblea sindacale per analizzare i provvedimenti proposti dal Governo nel disegno di legge della Finanziaria 2013, “legge di stabilità”, che prevedono, negli articoli relativi alla scuola, l’aumento delle ore di impegno per l’insegnamento di tutto il personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado che passerebbe da 18 a 24 ore settimanali, a parità di retribuzione il che penalizzerebbe gravemente anche i docenti precari . Tale proposta nasce evidentemente da una profonda ignoranza del reale carico di lavoro dei docenti poiché le 18 ore di lezione in classe costituiscono solo la punta dell’iceberg dell’impegno professionale dei docenti la cui attività prevede anche: programmazione, preparazione delle lezioni, correzione dei compiti, riunioni, colloqui con le famiglie, scrutini, esami, aggiornamento ed autoaggiornamento.  L’attuale monte ore annuale, basato appunto sulle 18 ore settimanali esclusivamente considerando quelle fronte alunni, risulta peraltro perfettamente in linea con la media dei docenti europei (630 ore rispetto alle 629 europee), a fronte di retribuzioni significativamente inferiori.  Aumentare l’impegno dei docenti in classe da 18 a 24 ore avrebbe una serie di pesanti ripercussioni:

  • netto peggioramento della qualità stessa dell’insegnamento, dovuta all’aumento del carico di lavoro complessivo: ne farebbero le spese innanzitutto gli studenti;
  • espulsione dal mondo della scuola di migliaia di docenti precari che per anni si sono fatti carico di garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche;
  • perdita di fiducia da parte dei docenti nei confronti dell’amministrazione, che di fatto annulla il contratto di lavoro regolarmente stipulato e non più rinnovato dal 2009.

Il Ministro lancia poi un “patto per il futuro” volendo trasformare la Scuola in un “centro civico” per “avere strutture più aperte con spazi di socializzazione”. Tutto ciò porta ad uno svilimento delle figura del docente che viene considerato un anonimo impiegato, un “organizzatore delle conoscenze”. Se le Scuole diventeranno “centri civici di socializzazione”  l’insegnante non potrà che essere un facilitatore  senza identità, quasi un animatore..

La situazione qui descritta sinteticamente trova, nei docenti dell’ITSE Deganutti, la più netta opposizione che si traduce per ora nell’adesione all’iniziativa delle organizzazioni sindacali: FLC  CGIL, FGU- GILDA, CISL, UIL, SNALS consistente nella sospensione delle attività non obbligatorie che i docenti svolgono per permettere il buon funzionamento della didattica e delle relazioni all’interno dell’Istituto. Nel caso di mancate azioni correttive del provvedimento si procederà ad ulteriori azioni di protesta.  I docenti del Deganutti si impegnano, da subito, a cercare collaborazione e coordinamento con gli insegnanti degli altri Istituti. Noi docenti ci rendiamo conto che il momento economico è drammatico ma rivendichiamo il diritto che la Scuola possa essere e debba diventare ancor di più,  un punto di forza della società e del Paese ma per far questo c’è bisogno della collaborazione di insegnanti professionisti capaci ed  appassionati testimoni di quei valori che hanno fatto grande la nostra civiltà.

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