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DOBBIAMO INVESTIRE NELLA SCUOLA, NON DEMOLIRLA !: un comunicato dei docenti del Paschini-Marchi

8 novembre 2012

Gli insegnanti del liceo scientifico “Paschini” e del liceo linguistico e sociale “Marchi” di
Tolmezzo, in linea con la mobilitazione in atto in tutta Italia, dicono no alla ventilata decisione del
Governo di imporre nuovi tagli alla scuola. I docenti dei due istituti carnici, riuniti in assemblea
sindacale la settimana scorsa, hanno espresso la più totale opposizione alla bozza della legge di
stabilità presentata in Parlamento, in particolare al previsto aumento senza compenso dell’orario di
lezione frontale da 18 a 24 ore. Al termine dell’incontro, gli insegnanti dei due licei hanno
sottoscritto un appello ai rappresentanti delle forze politiche e sindacali in cui si spiegano le
motivazioni della protesta, ricordando come «le 18 ore di lezione frontale costituiscono solo una
parte del lavoro del docente, che si esplica anche (e in termini orari soprattutto) nella preparazione
delle medesime, nella costante formazione e attività di studio, nella correzione dei compiti in classe,
nei ricevimenti delle famiglie, nella programmazione educativa e didattica, nelle attività collegiali».
«L’aumento dell’orario di lezione – viene ribadito nel documento – si tradurrà nell’aumento del
numero di classi per singolo docente, nonché, in molti casi, nella perdita di titolarità nell’Istituto di
appartenenza: inevitabili e gravissime le ripercussioni sulla qualità della didattica».
Come gesto concreto di protesta, e in sintonia con quanto deciso in altri istituti della regione
(“Copernico”, “Sello”, “Zanon”, “Deganutti” di Udine, polo liceale di Gorizia, licei “Petrarca” e
”Oberdan” di Trieste…), la maggioranza dei docenti del “Paschini” e del “Marchi” ha deliberato la
sospensione parziale delle attività non obbligatorie, con esclusione degli scambi e dei viaggi di
istruzione in via di attuazione e dell’orientamento in entrata. Ciò comporterà quindi
«l’autosospensione da tutti gli incarichi organizzativi: coordinatori di Dipartimento e di Consiglio di
Classe, funzioni strumentali, responsabili di laboratorio, sostituzione a pagamento dei colleghi
assenti, disponibilità ad anticipi e posticipi di orario per sostituire colleghi assenti».
L’intento di queste azioni non è naturalmente quello di penalizzare gli studenti, ma anzi di
impedire che gli stessi siano penalizzati dall’entrata in vigore delle norme contestate. I docenti
quindi esprimono la volontà di comunicare e spiegare le motivazioni della protesta a genitori e
studenti, coprotagonisti della scuola, durante una pubblica assemblea che verrà indetta nei prossimi
giorni.
I docenti che hanno aderito al documento comune, infine, si sono dichiarati disponibili a
recedere dalle iniziative di protesta nell’ipotesi di un ritiro integrale delle norme relative alla scuola
della Legge di Stabilità e hanno dichiarato di mantenere comunque uno stato di mobilitazione e
allerta affinché non vengano proposte altre misure penalizzanti.

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