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lettera aperta dei docenti precari abilitati di matematica e scienze

6 aprile 2015

Pubblicihiamo la lettera aperta che i docenti precari ed abilitati di matematica e scienze nella scuola media hanno inviato ai deputati della regione FVG.
Nella missiva i deputati regionali sono invitati a a riflettere attentamente su alcuni punti irragionevoli e ingiusti del DDl sulla cd Buonascuola, legge che potrebbe di fatto escludere i docenti precari che abbiano 36 mesi di servizio dalla scuola e dal loro lavoro.

Udine, 2 aprile 2015

[…] OGG.: LETTERA APERTA DEI DOCENTI ABILITATI E PRECARI DI
MATEMATICA E SCIENZE NELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
AI DEPUTATI DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA
Illustrissimo Deputato,
Siamo docenti di matematica e scienze nella scuola secondaria di primo grado, inseriti nella
seconda fascia delle graduatorie di istituto delle scuole statali del Friuli Venezia Giulia.
Lo scorso anno scolastico abbiamo conseguito l’abilitazione all’insegnamento dopo aver
frequentato il Percorso abilitante speciale (PAS) nelle Università di Trieste e Udine. Tale corso
abilitante era rivolto ai docenti precari che negli anni avessero prestato almeno 36 mesi di
servizio.
Tutti insegniamo da molti anni nella regione FVG, anche su cattedre vacanti, coprendo le
carenze di organico delle scuole, garantendo con il nostro lavoro serietà, professionalità e
continuità. La nostra condizione di precari ci ha portato ad operare nei contesti più vari (scuole
carcerarie e per adulti, scuole ospedaliere, scuole con pluriclassi nelle zone svantaggiate ecc.);
ciò ha contribuito a maturare in noi una professionalità caratterizzata in particolare dalle doti di
flessibilità, creatività e capacità di adattamento.
Come molti altri nostri colleghi precari, abbiamo ricoperto importanti posizioni di tipo
organizzativo, contribuendo così al buon funzionamento delle nostre scuole: siamo stati
funzioni strumentali, coordinatori di classe e referenti di progetti didattici; referenti
INVALSI, per il Bilancio Sociale ed il Rapporto di Autovalutazione. Infine, quasi
paradossalmente, alcuni di noi hanno tenuto corsi rivolti ai neoimmessi in ruolo.
Da uomini e donne di cultura non abbiamo smesso di studiare, adempiendo così al dovere
professionale della formazione continua. In aggiunta allo studio individuale, abbiamo seguito
corsi di formazione ed aggiornamento organizzati anche dalle nostre scuole, oltre al già citato
percorso abilitante.
Riteniamo il nostro lavoro di grande importanza per la scuola italiana; reputiamo altresì
fondamentale il patrimonio delle conoscenze e delle competenze che abbiamo maturato anche
sul campo, che è a disposizione della nostra scuola e non può essere disperso né eroso.
Eppure il rischio che ciò accada esiste!
Ingiustamente (ed irragionevolmente) il disegno di legge n. 2994, presentato giorno 27 marzo
2015 alla Camera dei Deputati, all’art. 12 prevede che non possano essere più conferiti contratti
a docenti dopo 36 mesi di insegnamento, anche non continuativi, su cattedra vacante e
disponibile.
Quindi se da un lato il MIUR ha formato migliaia di docenti (prevalentemente a loro spese),
dall’altro il disegno di legge ne prevede l’espulsione in massa dalla scuola. Per quale motivo, se
non per una discutibile idea di “merito”, lo Stato Italiano dovrebbe rinunciare
al nostro importante lavoro e a quello di tutti i docenti precari?
Inoltre, ci chiediamo che valore il disegno di legge attribuisca al titolo abilitante, visto che all’art.
7 prevede che un docente di ruolo, su indicazione del dirigente scolastico, possa insegnare
anche discipline per le quali non è abilitato.
Onorevole, questa nostra lettera si appella dunque a Lei perché, valutando il disegno di legge su
la “Buona scuola”, consideri anche la questione “precari” abilitati ed inseriti nelle graduatorie
d’istituto di II fascia, soprattutto alla luce del contributo che diamo da anni alla nostra scuola.
In particolare chiediamo di considerare i seguenti provvedimenti: a) stabilizzazione dei docenti
con un ruolo pregresso di 36 mesi su cattedre vacanti e disponibili; b) inserimento nelle
graduatorie ad esaurimento (GAE) di tutti i docenti abilitati tramite i percorsi abilitanti (PAS e
TFA) e la loro graduale stabilizzazione, come è avvenuto per gli abilitati SISS e per i colleghi
abilitati all’estero. La GAE non va dunque chiusa, come impone l’Art. 8 Comma 10 del disegno
di legge, ma mantenuta finché non abbia termine l’emergenza precariato.
Fiduciosi di un Suo autorevole intervento, La ringraziamo per l’attenzione.
Cordialmente
[seguono le firme]

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